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Tra Kronos e Kairos

Esplorando una terra sconosciuta abitata da un vuoto potente ed assordante, odo l’eco di due voci che si sovrappongono, la loro veemenza mi attira e mi incuriosisce, creo un piccolo spiraglio per farmi prossima a quel dialogo, come un esploratore in cerca della sua destinazione.&nbsp


“Proprio ora mi chiedi di sospendere il mio incedere, nulla può arrestare la mia corsa, tanti ci hanno provato ma hanno miseramente fallito, non sono in grado di agire diversamente perché è così che esercito la mia libera volontà. Non ho la velleità che tu possa comprendere il mio vivere, ma sappi che non voglio farti la guerra perché sono stanco e vorrei deporre le armi e finalmente firmare con te un armistizio”.&nbsp


“Caro fratello, non ho intenzione di farmi ancora schiacciare da te, vorrei mostrarti come la realtà che viviamo ci provoca e forse condiziona, ma mai determina. Lascia che ti mostri una via nuova”.

Sento in lontananza la voce di un bimbo contare “2,3,4 e 7” secondo la cabala ebraica il sette è il numero della perfezione, simbolo dell’unione fra umano e divino ed è il nome con cui i pitagorici definivano il kairós, in questa sequenza manca il primo numero e penso “Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te [Sant’Agostino, Sermo CLXIX, 13]; possiamo scegliere di uscire dal sepolcro dell’incoscienza e dissolvere l’eterna lotta fra kronós e kairós in un atto d’amore, come il filo di Arianna che ci stana dai nostri labirinti dell’esistenza e diventa simbolo di speranza.

 

Questo racconto nasce dal continuo confronto con i ragazzi e trae ispirazione dal nostro fecondo e profondo dialogo. Contagiata dal loro entusiasmo ho inviato questo testo per il concorso che il Saggiatore aveva bandito con il titolo “I giorni alla finestra. Racconti da un tempo sospeso”. Provvidenzialmente è stato scelto ed è stato pubblicato su un ebook gratuito che potete trovare qui:
https://bit.ly/IGiorniAllaFinestra

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore:  Anna Desanso