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Oltre le finestre

Io ho due finestre belle grandi che mi permettono di vedere tutto quello che desidero. Dalla prima riesco a vedere la luna candida di notte, riesco a guardare un bel paesaggio verde pieno di vita in primavera, vedo il mare d’estate e la montagna d’inverno, mi basta solo usare l’immaginazione ed essere dell’umore giusto. Questa finestra è come l’amico che tutti vorrebbero, perché ti conosce, sa tutto di te, ti conforta e ti protegge sempre dalle intemperie. Dalla seconda finestra riesco a vedere un cantiere, ma non un cantiere qualunque dove si costruisce un edificio, bensì una statua in costruzione da più di 18 anni. La particolarità che la rende strana è che c’è un solo operaio che la modifica ogni giorno, grazie alle idee di centinaia di persone che le passano affianco abitualmente. Quando passano gli anziani, esprimono il loro parere e l’operaio esegue le modifiche opportune affinché la statua piaccia a loro. Quando passano dei gruppi di ragazzi e ragazze, la statua cerca di prendere le sembianze di una statua simile a quelle greche, perfette sotto ogni punto di vista, ma non sempre ci riesce. Davanti ai bambini, l’operaio vuole far diventare la statua un modello di esempio da seguire, ma anche qui l’obiettivo non è sempre raggiunto. Tutte le volte che la guardo mi domando: ma questa statua vuole continuare a cambiare modo di essere ogni secondo che passa, o vuole usare quei pochi secondi per riflettere su come essere per sempre? Se osservo più attentamente il riflesso della finestra noto il paesaggio della prima, e mi rendo conto che in realtà non ne ho due, ma è sempre la stessa che cambia a seconda di dove la guardo. Prima ero in casa e guardavo fuori, adesso dall’esterno guardo me stesso crescere e cambiare ogni istante.

 

 

 

 

 

Autore:  Federico Dogaru

 

 

 

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