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L'autenticità della testimonianza

Cari Estela e Daniel,

prima di ascoltare la vostra storia, non conoscevo quanto accaduto in Argentina.

Il vostro passato mi ha davvero colpito. Non capita spesso di poter assistere a testimonianze di qualcuno che ha vissuto in prima persona quelle terribili vicende. Avete raccontato, in poco più di un’ora, i tre peggiori anni della vostra vita, tre lunghissimi anni trascorsi da detenuti politici all’interno di penitenziari militari, dei quali probabilmente ricordate ogni singolo particolare, ogni istante di paura e di dolore.

Veniste considerati dei terroristi, senza aver mai aver fatto del male a nessuno, ma per il semplice fatto di aver aiutato chi era più in difficoltà. Bisognava essere coraggiosi per fare ciò che un tempo veniva considerato anticonformista, questa vostra audacia rispecchia a pieno la forza con cui avete superato quell’angosciante periodo di detenzione, resistendo a quella parte di voi che vi spingeva a porre fine a tutta la sofferenza nella maniera più atroce.

Mentre parlavate, nei vostri occhi erano ancora impressi quei terribili scenari: dal compagno di cella picchiato dai militari, i corpi distesi a terra dei prigionieri assassinati, il terrore di morire e di non rivedere i vostri cari. Posso solo immaginare i rumori di quel carcere che vi portate dietro da anni e che vi sembra di sentire ancora: le grida di paura, i pianti di disperazione dei detenuti, gli stivali dei militari che percorrevano i corridoi davanti alle prigioni, il cigolio della porta della cella che veniva aperta durante la notte e che avrebbe significato la morte di qualcuno in quella stanza. Il momento in cui ho avvertito maggiore sofferenza, però, è stato quando avete parlato di vostra figlia Cecilia. Il dolore di Estela, che partorì durante la prigionia, nel vedersela portare via senza sapere quando avrebbe potuto rivederla, la desolazione di Daniel per non aver potuto né assistere alla nascita né prenderla in braccio per la prima volta. Fortunatamente però, nonostante tre lunghi anni di prigionia, avete potuto riabbracciare la vostra famiglia e i vostri figli e lasciare l’Argentina in cerca di una vita migliore qui in Italia.

Sono grato del vostro impegno, la vostra testimonianza trasmette alle generazioni future l’importanza di conoscere e ci consegna la responsabilità di non commettere gli stessi errori.
Autore: Milanese Federico
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