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"Io e il volontariato: le distanze non contano"

Molto spesso ci chiediamo che cosa si intenda per volontariato. In generale con questo termine si fa riferimento ad una serie di attività libere e svolte gratuitamente, al fine di creare dei benefici per la comunità.  

Per me fare del volontariato non vuol dire soltanto svolgere delle attività gratuite per il bene altrui, ma rappresenta anche un’occasione per crescere e maturare. Talvolta mi sono anche chiesto se non fossi all'altezza di aiutare gli altri, o se non fossi stato adatto a questo tipo di attività, ma alla fine ho comunque deciso di intraprendere delle attività di volontariato.

Il mio primo obiettivo è stato, inizialmente, quello di superare alcuni ostacoli personali che non mi permettevano di esprimermi al meglio con le persone, attanagliato dalla paura di cosa potessero pensare gli altri di me. Mi sono accorto che più andavo avanti nel mio percorso e più acquisivo sicurezza e fiducia in me stesso. Mi sono  aperto sempre di più con le persone, sono riuscito a fare anche dei discorsi in pubblico, cosa che prima mi sembrava impossibile da realizzare. Ora il mio obiettivo principale non è più quello di soddisfare delle esigenze personali, ma bensì di cercare di aiutare gli altri a soddisfare le proprie. Penso che il sentimento di solidarietà sia fondamentale all'interno di un gruppo, o di una società.

Ho quindi deciso di provare ad offrire il mio aiuto ad altre persone grazie al progetto “Grugliasco giovani”, presente nella mia città. Tale progetto ha come protagonisti e destinatari i giovani. L’idea è quella di costruire qualcosa di importante per il territorio insieme ed i giovani sono la risorsa fondamentale .

L’esperienza con questo progetto mi ha aiutato a conoscere nuovi importanti aspetti della vita di comunità. Uno di questi è il senso di responsabilità, necessario per la gestione di determinate attività. Il rispetto del prossimo, fondamentale per poter lavorare serenamente in gruppo. Grazie a questa esperienza ho potuto conoscere tante nuove persone che, come me, hanno voluto mettersi in gioco nel cercare di aiutare una comunità.

Questo progetto mi ha aiutato anche a maturare, poiché ho scoperto una realtà che prima non conoscevo, quella del mondo degli anziani. Ho potuto riscontrare come, purtroppo, molte persone vengano letteralmente “abbandonate” nelle case di riposo. In ognuno di noi ripongo una grande speranza, affinché, attraverso piccoli o grandi gesti, si possano alleviare la solitudine e le sofferenze di queste persone.

In prima persona mi sono trovato in situazioni molto spiacevoli, all’ interno della struttura, legate alle sofferenze degli anziani. Puntualmente i numerosi infermieri e operatori socio sanitari, purtroppo abituati a dover fronteggiare quotidianamente delle situazioni scomode, mi hanno dimostrato come si possono gestire con amore e professionalità tali difficoltà.

All’interno di una casa di riposo si crea una vera e propria comunità ed è difficile quando, come sta accadendo in questo periodo, molti ospiti perdono la vita. Ultimamente si sentono sempre più spesso  notizie come:

Nella struttura dove vado a fare delle attività di volontariato gli anziani sono seguiti in modo esemplare, soprattutto in questo momento in cui la solitudine prevale su ogni cosa, vengono proposte loro numerose attività, come karaoke, pittura, etc. Si cerca in ogni modo di mantenere viva la struttura; anche se i parenti non possono accedere, essi hanno la possibilità di mettersi in contatto tramite alcuni schermi. Il progetto “GrugliascoGiovani” si sta adattando a questa nuova modalità e sta cercando di portare tutti i volontari all’ interno della casa tramite tali schermi.

In questo momento difficile mi stanno mancando molto i “nonnini” e tutte le attività che svolgevo insieme a loro. Mi mancano le particolarità di ognuno di loro. Nelle RSA in cui prestano servizio, ci sono dei personaggi fantastici ( per privacy i nomi verranno indicati con le iniziali) come la signora F., una signora molto dolce che è sempre pronta a coccolare e a consolare i propri amici e compagni di viaggio. La signora G, che purtroppo fatica a camminare, non smette mai di ripeterci che studiare è importante e che è importante realizzare i propri sogni. Poi c’è la signora N., alla quale le si illuminano gli occhi ogni volta che ci vede. Lei è in sedia a rotelle ed ha una certa età, ma è di una dolcezza infinita e ci racconta sempre aneddoti interessanti della sua vita. Ed infine c’è il signor R. Il suo aspetto può sembrare un po’ minaccioso, ma in realtà fa morire dal ridere ed è sempre molto educato. Con lui ho legato molto ed ultimamente l'ho anche sentito al telefono. Mi ha fatto commuovere quando mi ha detto che all'interno della struttura l'atmosfera è molto diversa senza noi volontari e che sentiva tanto la mia mancanza.Questo mi fa capire quanto sia importante il rapporto umano con le persone anziane.

In questo momento di difficoltà è importante stare vicino ai propri cari, nella speranza che prima o poi tutto questo possa finire.

Autore:  Gaetano Naso

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