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insicuri

Sembra tutto così surreale, ormai però mi sto abituando.

Vedo il mondo che rallenta, il contatto fisico con le persone sparire e diventare un qualcosa di più speciale di quanto sia mai stato prima, la gente fai i conti con l’idea di “morte nell’aria”.

Un concetto, un’ideologia, alla fine la nostra società si basa su idee.

Eppure in questo periodo è stato un “perdersi per non riprendersi”, un tempo dove mi sono distrutto e ricostruito, dove mi sono cercato nelle mie insicurezze e mi sono ritrovato nelle mie imperfezioni e dove mi sono accorto veramente chi sono.

Io sono attore della mia opera e spettatore della mia vita: sono spettacolo e pubblico.

In tutto ciò, la musica mi ha accompagnato e mi ha aiutato a pensare, la frase “si crepa il mio scudo, che è fatto di vetro” (Al buio un po’ mi perdo_Venerus), mi ha fatto riflettere su quanto ci nascondiamo dietro false sicurezze e di come non ci sia nulla più di ingannevole, quanto sfuggire di fronte ad un fatto certo.

Mi sono accorto di quante cose in me stesso mi stavano logorando, su cui potevo lavorare, ma non ci avevo mai provato davvero, pensando di essere io il problema senza soluzione.

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La solitudine aiuta sempre a romperci e a distruggerci fino all’ essenziale di noi stessi, per ritrovare ciò che mancava per aggiustarci.

Questo è stato un periodo perfetto per riparare, per stringere i bulloni e per mettere i puntini sulle “i”, per fare manutenzione al nostro corpo e alla nostra mente, che ormai erano molto più vicini a funzionamento stesso di una macchina, che ripete le stesse azioni e pensieri senza criticità alcuna

 

 

Autore:  Dottjjr

 

 

 

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