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In memoria

Sono forse differenti i corpi inermi di un ebreo e di un tedesco?
Cosa vuol dire essere di una razza superiore? Uccidere senza pietà chiunque sia diverso da te?
Ma cosa significa poi essere diverso?
Tutti nasciamo dall’amore, forse diverso è chi se ne ricorda e ama incondizionatamente senza distinzione di sesso, etnia e religione.
Migliaia di ebrei, spogliati di tutto e mandati a fare la doccia, ma non quella che siamo abituati a fare.
Quelle docce erano a gas, ed era l’ultimo posto in cui entravi, sulle tue gambe. Perché non ne saresti uscito. Non sulle tue, di gambe.
Montagne di capelli, castani, ricci, lisci, grigi, che non cresceranno più, perché ai morti i capelli non crescono.
Montagne di scarpe e vestiti che lì staranno per sempre.
Montagne di foto e gioielli.
Chissà a quali volti appartenevano.
Montagne di sogni, ricordi e affetti ingiustamente strappati a quel mucchio di corpi accatastati uno sopra l’altro, che lentamente venivano bruciati per far posto ad altre anime scheletriche e senza nome.
Tutta questa crudeltà non può e non deve essere dimenticata.
Ricordiamoci queste immagini: i sorrisi spezzati dei bambini, gli occhi gonfi delle donne, le espressioni disperate degli uomini.
Facciamo in modo che nessuno debba più sopportare tanta crudeltà e che non esista più un inferno tale.
Impariamo ad amarci perché siamo tutti figli della vita e nessuno può permettersi di sottomettere gli altri, decidendo se devono vivere o no.
Ognuno di noi ha il diritto di trascorrere dignitosamente la sua permanenza sulla terra.

Autore: Stefania Boscaglia
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