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Il tempo di Maria

C’è stato un tempo in cui l’annuncio dell’angelo ti ha sconvolta e ti ha resa piena di grazia e di giubilo,

c’è stato un tempo in cui il tuo “fiat” ha acceso la fiamma eterna della salvezza rivelata e rinnovata che giunge fino a noi,

c’è stato un tempo segreto in cui le braccia di Elisabetta ti hanno accolta, in cui non ti sei vergognata di chiederle conforto e coraggio,

c’è stato un tempo in cui hai avuto timore  che il tuo sposo potesse rifiutarti,

c’è stato un tempo sognato di notte che ha rivelato a Giuseppe di esserti fedele contro il mondo, perché ha saputo riconfermare il suo Si a Dio attraverso la più pura delle sue creature,

e così è entrato nel tempo l’Eterno “Kahi ho lógos sàarx eghéneto, “scaldalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (1 Cor 1, 23) perché ciò che è follia di Dio è più sapiente degli uomini e tu hai creduto!

Donna del momento presente, Berukhà att’miccòl hannashìm “Benedetta tu fra tutte le donne” nel tuo grembo accogli e custodisci le lacrime di tutte le mamme, che come un fiume in piena, fluisce incessantemente e feconda la terra che bagna.

Scruti e conosci i nostri cuori e sai cosa abita nelle profondità del nostro essere, anche tu hai vissuto nella tua carne il dolore per la missione di tuo Figlio, lo hai chiamato ad agire durante una festa di nozze e lo hai consegnato al mondo. Quanto ti è costata quest’obbedienza Maria?

I tuoi silenzi urlano la pienezza della vita e sono stati rifugio della sofferenza e della speranza del tuo dilettissimo Figlio.

Hai camminato al Suo fianco fino al Golgota, ai piedi della croce hai vissuto la passione che salva, che fa nuove tutte le cose e che ci libera per diventare pienamente figli e così sei diventata Madre.

Per questo c’era un tempo sognato che bisognava desiderare per aprire il cuore alla sola speranza di un imprevisto (Prima del viaggio_E.Montale), lacrime che come linfa nutrono l’esistenza e profumano già di risurrezione.

Maria, madre della nostra umanità, sia la tua vita testimonianza viva di un annuncio che si incarna nel nostro quotidiano, che dà voce al nostro possibile e che rende fecondo ogni nostro singolo “si”, perché come un bimbo svezzato in braccio a sua madre è l’anima mia (Sal 131,2).

 

 

Autore:  Anna Desanso