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Il coraggio, una perla preziosa

Carissimi Daniel e Estela, mi rivolgo a voi così per farvi intendere la mia vicinanza.

Ho avuto occasione di vedere l’intervista in cui raccontavate la vostra esperienza. Appena vi ho “conosciuto” sono stata piacevolmente avvolta dal vostro calore e semplicità. Questo mi ha permesso di assaporare con interesse costante la vostra intervista, come se in compagnia avessimo assaggiato a turno, virtualmente, il vostro rinomato mate. Ho inteso che esso è un rito di condivisione che rafforza i legami. Infatti al proseguire del discorso cresceva il sentimento di accoglienza verso di voi.

Voglio immaginare il vostro racconto come una collana di perle. Le perle sono le difficoltà che si sono succedute e che avete saputo affrontare trasformandole in opportunità di riscatto.

Mi ha colpito quando dentro il carcere Estella aveva la sensazione che tutto fosse perduto, di non poter far nulla, il contrario dell’attivismo filantropico in cui credeva e per cui era caduta prigioniera. Invece anche nell’incertezza, nella devastazione dell’animo ecco germogliare la piantina della solidarietà fra prigionieri, una vendetta pacifica ma robusta nei confronti dei carcerieri. Infatti si sa che un gruppo unito è un temibile nemico. Ho ancora una volta compreso come la collaborazione sia fondamentale tra esseri umani perché ha fatto la differenza tra la sopravvivenza e la resa.

Estela, tu con una spontanea smorfia di orgoglio hai affermato che i militari non l’hanno spuntata nel tentativo di indebolirti, in quel momento mi sei particolarmente piaciuta!

Mi immedesimo nell’angoscia profonda e nel terrore provato, nella sofferenza di non sapere se avreste rivisto il mondo esterno e i figli. Siete stati incarcerati senza colpe ma il dolore lacerante l’avete sempre soffocato con la speranza e direi pure con un’incrollabile forza di volontà.

Voi parlate di un’esperienza simile ai lager. Le similitudini le ho notate nel disumanizzare i prigionieri, e ancora una volta nell’indifferenza del popolo che per paura o egoismo non ha agito per aiutarvi. Come affermavo in precedenza, tutte queste sono perle preziose di saggezza e vita che vanno rigorosamente distribuite, perché la gente possa sapere e possa realmente apprezzare la nostra democrazia.

Tre anni di vita come i vostri vengono impressi nella mente come un’intera esistenza poiché continuate a portarveli dietro. Ogni volta che esternate la vostra esperienza con qualcuno, egli vi libera psicologicamente dalle mura del carcere e vi permette di elaborare il ricordo, di renderlo più sopportabile. È terapeutico per voi ma anche per chi ha occasione di ascoltarvi e magari versa in un momento di buio.

Il vostro coraggio lo sento contagioso. Chiunque può aggrapparsi ad esso dicendo: ma allora ce la si può fare!
Autore: Hernis Sophie
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