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Giorno 40


Caro Diario,
Sono ormai quaranta giorni che sono rinchiuso in casa, ma sembra che il tempo sia volato. Non so bene come spiegarlo, mi sento intrappolato in una lunghissima domenica infinita, una di quelle domeniche in cui non hai voglia di uscire e vuoi solo riposarti dopo una settimana stancante. Personalmente vedo il tempo come bianco e nero, perché da un lato mi è stato rubato e dall’altro mi è stato regalato. Il furto del tempo mi sta facendo perdere la mia normalità e la mia libertà, però ne ho ricevuto in regalo una grande quantità, molto preziosa, ma quasi ingestibile. Credo che il tempo sia una risorsa inafferrabile ed evanescente, perché quando desideri possederlo sfugge e diventa una corsa sfiancante che ti vede perdente, quando invece te ne viene fatto dono diventa difficile non sprecarlo. In questo periodo mi mancano davvero molte cose della mia vita “precedente”: i miei amici più cari, le persone della mia famiglia che non vedo da quasi due mesi, la primavera, che quest’anno sembra non essere mai arrivata e anche la scuola, luogo contraddittorio ma soprattutto luogo di socialità e di scambio. Dopo quaranta giorni di reclusione posso dire che ho capito che cos’ è il tempo: è lo spazio in cui si realizzano e vedono la luce le cose semplici, che danno valore alla vita e alla nostra esistenza. Spero che la prossima volta che ti scriverò tutto ciò che stiamo vivendo sia solo un lontano ricordo

 

 

Autore:  Riccardo Ruggeri