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Giornate vuote

In giornate come questa, in cui il cielo grigio è una pesante lastra di cemento sulle nostre teste e in cui il ticchettio della pioggia non ha più la sua solita dolce e rilassante melodia, ma è invece un suono angosciante, che non fa altro che scandire ogni secondo di questa estenuante prigionia; in giornate come questa, trascorse nelle quattro, solite e noiose mura domestiche che somigliano alle squallide pareti di una cella e che non fanno altro che bloccare il nostro sguardo sul mondo e in cui il tempo sembra non passare mai, vorrei solo rimettere replay alla mia vita e rivivere ogni secondo ed assaporarne la semplicità, con la stessa spensieratezza e incoscienza di allora, ma non posso far altro che affogare fra la malinconia e l’amara dolcezza di quelli che sono i ricordi della mia vita, la stessa che mi è stata strappata da un giorno all’altro.

Non so se sono pronta a conoscere il mondo post COVID-19, non so se sono pronta a dire addio alla mia vecchia vita e ad uscire da questo limbo che sembra quasi eterno, ma è quasi rassicurante.

Un tempo che non è un tempo.

 

 

Autore:  Federica Amabile