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Federica Logrand - Test salivare per rilevare SARS-CoV-2_Università di Torino

Gli studi superiori hanno influenzato la scelta per gli studi universitari? Che studi universitari ha svolto?

“Io sono un tecnico di laboratorio, gli studi universitari che ho fatto hanno proprio la dicitura “tecnico sanitario di laboratorio biomedico”, che è una laurea breve della facoltà di medicina e chirurgia. Io ho fatto il liceo scientifico, quindi indicativamente l’indirizzo era già quello anche se al liceo non avevo ancora un’idea precisa. Un altro fattore che mi ha aiutata a scegliere proprio questo indirizzo è stato il fatto che fosse una laurea breve, dunque avrei potuto approcciarmi velocemente al mondo del lavoro”. 

Sappiamo che, come tecnico di laboratorio, sta anche lavorando ad un nuovo test anti-Covid. Secondo i suoi studi, quante sono le persone disposte a sottoporsi oltre che ad un test orofaringeo anche ad un test salivare?

“Inizialmente questo test lo volevamo creare internamente per le persone del laboratorio, cosicché il virus non si propagasse tra di noi. Solo successivamente abbiamo pensato di certificare questo nuovo test e di diffonderlo come un’alternativa al solito tampone.
La cosa importante è stata riuscire ad avere un certo numero di campioni che si sottoponessero ad entrambi i test, in modo da confrontarli. Noi collaboriamo con l’Arpa che gestisce e preleva i campioni, che poi vengono processati da noi. Possiamo affermare che l’adesione è stata alta, nessuno si è tirato indietro di fronte a questa proposta”.

Quali sono le difficoltà che ha riscontrato nello svolgere la PCR real time?

“La difficoltà maggiore è evitare la contaminazione, questo perchè se i campioni risultano tutti positivi è evidente che si siano contaminati,  sarebbe un grosso problema cercare di raccogliere nuovamente i campioni”.

Avete paure nel maneggiare materiale potenzialmente infetto?

“Il campione salivare che contiene il virus viene inattivato, quindi il campione viene lavorato sicuramente con più tranquillità anche se comunque vengono utilizzate molte tecniche preventive. Quindi sostanzialmente ci sentiamo protetti”.

Qual è la sua giornata tipo come biotecnologa coinvolta in questo progetto? Quanto tempo dedica per la messa a punto?

“In generale la messa a punto di un protocollo porta via parecchio tempo, perché bisogna cercare di far quadrare le cose utilizzando vari tentativi e sicuramente non è una cosa semplice.
Nel nostro caso specifico, ci porta via l’intera giornata. Partiamo presto al mattino, dalle 8 alle 11:30, tempo in cui tutti i dipendenti si presentano e fanno un prelievo di saliva, dopodiché seguiamo un protocollo specifico per il trattamento del campione fino ad arrivare alla messa in piastra. Siccome sono due o tre piastre alla volta da completare è un lavoro che richiede tutta la giornata”.

Quanta possibilità c’è di trovare lavoro dopo una laurea come la sua?

“Di opportunità non ce ne sono moltissime, bisogna avere anche fortuna.
Da noi in laboratorio sono passati molti studenti giovani, molti hanno anche abbandonato la via della ricerca per l’insegnamento. Per i biotecnologi in particolare una grande possibilità la si trova maggiormente all’estero”.

Come si trova a lavorare in un team?

“Se si lavora in un gruppo in cui si ha un buon rapporto con le altre persone il tutto diventa molto più semplice. Io non ho mai avuto grosse difficoltà pur avendo lavorato con vari gruppi di ricerca. Anzi, è molto stimolante e arricchente lavorare in gruppo”.

Cambierebbe qualcosa del suo percorso di studi e lavorativo?

“Non credo che cambierei nulla, ho sempre lavorato per questo dipartimento e non ho mai sentito il bisogno di cambiare perché il mio lavoro mi è sempre piaciuto.
Il laboratorio per me è stata una scelta di pancia, le prime volte che sono entrata in laboratorio ero emozionata. Su di me ha sempre esercitato un enorme fascino e tutt’ora per me lavorare in questo ambito è un piacere che provo interiormente”.

Che consiglio darebbe ai ragazzi per la loro scelta lavorativa?

“Siccome un lavoro certo al giorno d’oggi è difficile trovarlo, consiglio di privilegiare la passione e di metterci tanto impegno”.

Autore:  Ramona Hritcu
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