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Estela Robledo e Daniel Pittuelli - Nunca más: Memorie ed Oblio

Abstract dell’intervista

Abbiamo avuto l’onore di intervistare due ospiti d’eccezione: Estela Robledo e Daniel Pittuelli, due ex prigionieri politici, vittime della violenta repressione perpetrata in Argentina dal regime militare del generale Jorge Videla dal 76 al 83.

 

Attraverso la loro viva testimonianza abbiamo fatto un viaggio nell’epoca buia e terribile della dittatura militare argentina, che nel tragico periodo della sua permanenza al potere ha colpito tutta la società, lo testimoniano:

 

– prima di tutti quelli che non ci sono più, scomparsi e assassinati (desaparecidos). L’eliminazione fisica di reali o presunti oppositori;

– i loro parenti e famigliari che hanno subito e portano ancora questo dolore che alcuni hanno trasformato in lotta: le madri, le nonne, i familiari e i figli, e che altri hanno sopportato nel silenzio e nella disperazione;

– la società tutta immersa in una lunga notte di terrore e morte;

– gli esiliati che a centinaia di migliaia hanno vagato per il mondo in attesa del ritorno che non è stato mai lo stesso;

– i detenuti, imprigionati e tenuti in condizioni al limite della legalità, in carceri che assomigliavano sempre di più a campi di concentramento con il loro carico di soprusi, violenza e talvolta anche di morte.

 

Daniel ed Estela sono marito e moglie, in quegli anni vivono a Cordoba. Era un periodo di grandi lotte e mobilitazioni operaie e studentesche. Svolgono attività sociali legate alla parrocchia, gestita da un prete appartenente al “Movimento di Sacerdotes para el Tercer Mundo, dove si conoscono e si innamorano. 

Daniel era legato al peronismo di base, operaio alla fabbrica di autoveicoli Renault e militante sindacale.

Nella notte del 2 aprile del 1976 la loro vita cambia, i militari giungono a casa loro e gli arrestano, vengono portati al centro di informazioni della polizia provinciale, il famigerato D2, luogo di detenzione, tortura e morte. Hanno un figlio di un anno e mezzo Adrian, che al momento dell’arresto rimarrà con la nonna. Siamo a pochi giorni dal golpe militare del 24/3 quando la giunta militare sale al potere. 

Entrambi vengono interrogati e torturati, da qui il loro destino si separa e vivranno un’esperienza totalmente diversa della carcerazione.

Estela incinta di 6 mesi, durante l’interrogatorio per le violenze subite inizia ad avere le contrazioni e rischia di partorire, viene trasferita alla maternità provinciale dove rimarrà qualche giorno. 

Uscita dall’ospedale verrà trasferita al carcere penitenziario UP1 nella stessa città di Còrdoba. In questo istituto, che è un misto tra carcere semilegale e campo di concentramento, resta detenuta in condizioni estreme fino al dicembre del 1976. In questo periodo nasce Cecilia nel giugno del ‘76.

 

Viene in seguito trasferita nel carcere di Villa Devoto, nella città di Buenos Aires, dove vengono concentrate tutte le detenute politiche del paese. Qui inizia un lungo periodo di detenzione in una prigione che voleva essere una vetrina per il mondo esterno, ma che in realtà aveva come obiettivo l’annientamento fisico e psichico delle detenute. Questo periodo viene raccontato in maniera coinvolgente nel libro Memoria del buio, racconto collettivo di 112 prigioniere politiche.

 

Anche Daniel viene imprigionato nel D2 di Cordoba dove rimarrà fino ad ottobre del 1976, verrà poi trasferito a Sierra Chica, carcere di massima sicurezza al sud del paese, dove rimarrà due anni e mezzo. Concluderà il suo percorso detentivo nel carcere Unità 9 de la Plata. A settembre del 1979 gli viene concesso il visto come discendete d’italiani e partirà alla volta dell’Italia. Sempre nello stesso anno a fine ottobre, viene concesso a sua moglie e ai suoi figli, Adrian e Cecilia, di raggiungerlo nel Bel Paese.

Qui ricominceranno una nuova vita che li vede impegnati nella solidarietà e nel sostegno a coloro che erano rimasti in carcere, soprattutto si dedicano a raccontare ciò che hanno vissuto, perché la loro testimonianza rimanga viva e costituisca quella memoria storica ed esistenziale necessaria all’umanità. 

 

Trovate la loro storia nei volumi:

 

  • “Né oblio né perdono. Diario di un prigioniero politico in Argentina”, Daniel Esteban Pittuelli. Ed. EGA
  • “Memoria del buio. Lettere e diari delle donne argentine imprigionate durante la dittatura. Una testimonianza di resistenza collettiva”. Ed.  Sperling & Kupfer
Autore:  Anna Desanso