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Elogio dei nonni

“Abramo era ormai vecchio, quando un giorno vide avvicinarsi da lontano un angelo del Signore e capì che era prossimo alla morte. Quando gli fu vicino, Abramo gli chiese: “Come può Dio volere la morte del suo servo?”
L’angelo gli rispose: “Come può Dio non desiderare di stare con il suo amato?”
E Abramo andò con lui.”

Nella Bibbia si dice che Abramo morì in felice canizie e sazio di giorni. Spesso mi capita di pensare a come questa pandemia ci stia strappando dalle mani il tesoro più prezioso che ciascuno di noi ha: i nonni, che rappresentano le nostre radici e la nostra storia. Prego che ciascuno di loro si sia preparato al nuovo viaggio sereno e cosciente della fecondità della propria vita.

I nonni per me rappresentano l’amore più profondo, più vero ed autentico, sono coloro che mi hanno cresciuta e che mi hanno permesso di compiere grandi passi nella vita per il coraggio che mi hanno trasmesso.
In questo tempo di prova ho compreso quanto loro siano sempre stati presenti nella mia vita in maniera umile e silenziosa, come quell’asino che ha condotto Gesù a Gerusalemme, sa che la gloria non è per lui, ma è portatore di un messaggio più grande.
Sono profeti di un Amore che svuota ed umilia se stesso, testimoniano ogni giorno questa Parola che si fa vita, che si incarna in ogni loro gesto, sguardo e respiro.
Loro che hanno saputo farsi servi per me, le mattine in cui mi accompagnavano a scuola, mi nutrivano, mi aiutavano a fare i compiti, loro che hanno esplorato con me il mio affacciarmi alla vita passo dopo passo. Un legame troppo forte per essere spezzato, un laccio invisibile legato al cuore, un amore libero e liberante che lascia spazio all’altro di essere pienamente se stesso.
Avete rinunciato da sempre ad essere lodati ed elogiati per lo splendido dono di tempo e di amore che mi avete fatto.
Mi avete condotta verso la Meta, non avete mai permesso che fosse il sentiero l’obiettivo: mi avete insegnato che lo sguardo deve essere fisso su di Lui.

Ora il nostro compito è di custodire l’insegnamento più importante: che l’amore è al primo posto, non sono le parole a contare ma è la vita a dover profumare di carità, perchè è nella concretezza che avviene il suo pieno compimento.

Le mani grandi e segnate dal lavoro, piene di pieghe di fedeltà quotidiana sono un’eredità senza prezzo, ci dimostrano che vivere è un atto di fede e che l’amore cambia il modo di guardare (cit. Luciano Ligabue). La sintonia con la natura e con il mondo ci sia d’esempio, perché è nell’umile semplicità della vita che ci giochiamo l’esistenza.

Grazie perchè non avete lasciato nessun fraintendimento sull’amore, perchè é autentico solo nella completa dedizione, dove il “noi” viene sempre prima dell’ “io”.

 

 

 

Le mani dei nonni

Con ago e filo ricamano

arazzi d’accoglienza.

Dipingono

coi colori dell’arcobaleno

coperte di tepore.

Intrecciano stupore d’aquiloni

da annodare nei sogni dei bambini.

Le mani dei nonni

Scartano caramelle di sole

nei giorni di pioggia imprevista.

Spalmano carezze di pazienza

sopra lacrime fragranti.

Si fanno in quattro per sollevarti

diventano piccine per incantarti.

Delle mani dei nonni

ti puoi fidare

hanno tanto da dare

e raccontare

non chiedono altro

che sorrisi di bambini

che le sappiano amare.

(Teresa Vallieri)

Autore:  Anna Desanso