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Consapevolmente

Caro Tempo,

scrivo a te come si scrive a un vecchio amico, uno di quelli che non senti tutti i giorni e che forse non frequenti nemmeno più, ma sai che sarà sempre e comunque presente.

Ti scrivo oggi senza un motivo particolare. A mente fredda infatti, non ho proprio idea di che cosa raccontarti. In fondo tu sai tutto no? Scorri inesorabile con un atteggiamento che può sembrare indifferente. Infatti, non risparmi nessuno, prosegui convinto lungo la tua strada senza degnare di uno sguardo noi comuni mortali che ti sopportiamo da sudditi, con un timore reverenziale. Ho scritto a te questa prima lettera, perché da sempre ho avuto queste strane sensazioni riguardo ai tuoi effetti. La mia curiosità fin da bambina è stata catturata dalla variabilità della vita e di come tu non sia per nulla prevedibile. Da piccoli, il desiderio è sempre quello di superarti in ogni modo per diventare grandi, mentre gli adulti cercano in ogni modo di fermarti o riavvolgerti per evitare situazioni o per rivivere ricordi. Sono profondamente convinta che tu, insieme ad Amore e Morte, viviate in una paralizzante simbiosi e che quindi siate dipendenti l’uno dall’ altro, influenzando le nostre scelte.

Concludo questa lettera, ribadendo che ai nostri occhi potresti non risultare giusto, soprattutto in un periodo di stasi come questo, ma credo che questo tuo agire sia anche dettato da volontà superiori che in qualità di credente accetto e rispetto, nonostante ciò non sia per nulla facile.

Sinceramente tua,

Serena

Cara Morte,

può sembrare macabro salutarti in questo modo, ma sono sempre cresciuta sapendo che fai parte della vita di ogni vivente allo stesso modo e di te non ho mai avuto una vera e propria paura. Mi hai fatto del male portandomi via il mio nonnino. Lui era il mio bisnonno ed era naturale che un giorno o l’altro saresti passata, ma non avrei mai pensato che sarebbe successo in questo modo. Era un uomo forte e se non fosse stato per quella malattia che inizia con la A, il solo nome mi fa rabbrividire, sarebbe stato ancora un po’ con noi. Il danno peggiore molto probabilmente non è stato il tuo, ma quello di tale malattia che spazza via tutti i ricordi e che trasforma il migliore degli uomini in una persona inerme. Lo sapevo, scriverti questa lettera mi fa piangere, ma sono giunta alla conclusione che alla fine il male peggiore non sia stata tu.

Consapevolmente tua,

Serena

Caro Amore,

ti ho lasciato per ultimo perché ingenuamente credo che la tua lettera sia la più semplice da scrivere. Infatti, la mia vita è sempre stata costellata e ricca di amore da parte di tutta la mia famiglia. Come figlia unica, ho sempre ricevuto piene attenzioni da tutti e questa cosa ha tanti lati positivi ma anche qualche negativo come la solitudine che però non è la protagonista di questa lettera, perché mi sento di esaltare le tue qualità di Amore, dato che sento sempre parlare dei tuoi aspetti negativi, chissà perché. Da più di un anno a questa parte, la presenza di quella persona ha svoltato ancora di più la mia vita, riempiendola di amore ed affetto tali, che non credevo nemmeno possibile immaginare.

Grazie a lui, ho imparato a fidarmi e ad apprezzarmi come forse non avevo mai fatto e non lo ringrazierò mai abbastanza.
Felicemente tua,

Serena

Autore: Micozzi Serena
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